Rifiuti per km² — dove si produce di più?

Napoli produce 4.302 tonnellate di rifiuti per km², Milano 3.618. Il comune più denso, Casavatore (NA, 1,61 km²), supera le 5.000 ton/km²: in un territorio grande come un parco urbano, ogni anno si producono oltre 8.100 tonnellate di rifiuti.

Normalizzare la produzione di rifiuti per superficie territoriale racconta una storia diversa dalla classifica per tonnellate assolute o pro-capite. Le piccole amministrazioni ad altissima densità abitativa — tipicamente nell’hinterland napoletano e milanese — gestiscono carichi di rifiuti per km² paragonabili a quelli di interi capoluoghi.

Italia 2024: 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Raccolta differenziata nazionale: 67,6% (era 62,9% nel 2020). 13 regioni su 20 sopra il minimo del 65% (D.Lgs 152/2006). 7 regioni sotto soglia, la maggior parte al Sud e Isole.


1. Il trend nazionale: verso il 68%

Dal 2020 la raccolta differenziata è cresciuta in modo costante, passando dal 62,9% al 67,6%. Il 2023 è stato l’anno del sorpasso: l’Italia ha superato la soglia del 65% prevista dall’art. 205 del D.Lgs. 152/2006 (che fissa un obiettivo minimo nazionale, non UE — l’UE stabilisce invece un obiettivo di riciclaggio al 65% entro il 2035).

AnnoComuniRD nazionaleVariazione
20207.62862,9%
20217.61864,0%+1,1 pt
20227.63165,1%+1,1 pt
20237.66966,6%+1,5 pt
20247.67167,6%+1,0 pt

Trend nazionale RD 2020-2024

La media nazionale nasconde differenze profonde. 7 regioni sono ancora sotto il 65%: Sicilia (55,3%), Lazio (56,2%), Calabria (57,5%), Campania (58,0%), Liguria (59,5%), Puglia (60,6%) e Molise (61,7%).

La tabella usa la media ponderata (totale RD / totale RU), che è la metrica corretta per misurare la performance di un’area geografica. La media semplice delle percentuali comunali — spesso citata nei report — sovrastima le regioni con tanti piccoli comuni virtuosi.

RegioneRD pesataRD media sempliceDifferenza
Sicilia55,3%70,4%−15,1 pt
Campania58,0%67,3%−9,3 pt
Lazio56,2%63,9%−7,7 pt

Il dato siciliano è emblematico: i piccoli comuni differenziano bene (media 70,4%), ma Palermo e Catania — che producono la maggior parte dei rifiuti — hanno percentuali molto basse, facendo crollare la media ponderata al 55,3%.

2. Il divario territoriale per ripartizione geografica

Usando le ripartizioni ISTAT (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole), il quadro è più preciso di un generico Nord-Sud.

Ripartizione20202021202220232024
Nord-Est73,2%73,2%74,1%76,6%77,7%
Nord-Ovest68,7%69,1%69,8%70,6%71,3%
Centro59,2%60,4%61,5%62,3%63,2%
Sud55,0%56,4%57,5%58,2%59,8%
Isole50,2%54,4%57,2%60,4%60,8%

RD per ripartizione geografica

Il Nord-Est guida con il 77,7%, seguito dal Nord-Ovest (71,3%). Il Centro è a 63,2%, sotto la soglia del 65%, ma in crescita. Sud e Isole sono più distanti ma le Isole hanno quasi colmato il gap col Centro grazie al balzo della Sicilia (+13,2 punti dal 2020). Il Lazio (56,2% nel 2024) è la regione del Centro che pesa negativamente sulla media dell’area.

RD per regione — 2024

La produzione pro-capite non spiega tutto

Le regioni che differenziano di più non sono quelle che producono meno per abitante. Il Veneto (78,0% RD) produce 526 kg/ab, l’Emilia-Romagna (78,8%) addirittura 667 kg/ab — la più alta in Italia. Regioni con bassa RD come la Basilicata producono solo 356 kg/ab ma hanno il 66,3% di RD. La differenziata è una scelta organizzativa, non una conseguenza della quantità prodotta.

RD % vs produzione pro-capite

3. La pressione sul territorio: rifiuti per km²

Guardare alle tonnellate per km² cambia la prospettiva. Le province con la più alta densità di rifiuti sono aree metropolitane densamente urbanizzate.

ProvinciaRegioneComuniTon/km²
NapoliCampania911.256
MilanoLombardia133963
Monza e BrianzaLombardia54930
TriesteFriuli-Venezia Giulia6551
RomaLazio110437
PratoToscana7423
VareseLombardia133344
PadovaVeneto100240
GenovaLiguria66235
VeneziaVeneto42213

Top 15 province per ton/km²

Nota: sono incluse solo province con copertura ≥ 50% dei comuni nel cross-dataset. La provincia di Aosta registra 775 ton/km² ma rappresenta il solo comune di Aosta.

La classifica è dominata dall’area metropolitana di Napoli e Milano. Al contrario, le province più estese e meno densamente popolate (Belluno, Sondrio, Potenza, Matera) registrano valori sotto le 30 ton/km².

A livello regionale, la densità di produzione rifiuti per superficie è:

RegioneTon/km²RegioneTon/km²
Lombardia205,5Friuli-Venezia Giulia80,7
Campania191,0Sicilia84,1
Lazio176,3Abruzzo54,8
Liguria153,6Umbria54,2
Veneto138,9Calabria49,7
Emilia-Romagna130,3Trentino-Alto Adige39,7
Toscana94,3Sardegna30,2
Puglia92,7Molise25,0
Piemonte87,7Basilicata18,7
Marche81,8

Valle d’Aosta (774,9 ton/km²) è un caso particolare per la dimensione ridotta (solo il comune capoluogo).

4. I comuni più densi: la pressione locale

A livello comunale il fenomeno è ancora più marcato. Dei primi 20 comuni per ton/km², 14 sono in Campania (quasi tutti in provincia di Napoli). Il record spetta a Casavatore (NA): 1,61 km², 5.065 ton/km², con una RD ferma al 45%.

ComuneProvinciaSuperficieTon/km²RD %
CasavatoreNapoli1,61 km²5.06545,1%
PorticiNapoli4,64 km²5.00458,7%
NapoliNapoli119,24 km²4.30244,4%
Melito di NapoliNapoli3,78 km²4.02529,4%
San Giorgio a CremanoNapoli4,07 km²3.65958,4%
MilanoMilano181,76 km²3.61863,3%
TorinoTorino130,00 km²3.32757,4%
FrattaminoreNapoli2,04 km²3.03951,3%
AversaCaserta8,85 km²3.02552,5%
Sant’AntimoNapoli5,91 km²2.98353,9%

Top 20 comuni per ton/km²

Sono esclusi i comuni con superficie < 0,5 km² (es. Atrani, SA: 0,12 km², 2.872 ton/km²) per evitare distorsioni da micro-territori.

Cosa emerge: nei comuni ad altissima densità di produzione — quasi tutti nell’hinterland di Napoli — la raccolta differenziata è sistematicamente più bassa della media nazionale. Casavatore (45,1%), Napoli (44,4%) e Melito di Napoli (29,4%) sono lontanissimi dal 65%. Al contrario, Milano (63,3%) e Monza-Brianza (80,1%) pur con alta densità si avvicinano o superano l’obiettivo, dimostrando che alta densità non è incompatibile con una buona differenziata.

5. Chi cresce più velocemente?

Dal 2020 al 2024, le regioni che hanno guadagnato più punti percentuali di RD:

RegioneRD 2020RD 2024Delta
Sicilia42,1%55,3%+13,2 pt
Puglia54,3%60,6%+6,3 pt
Calabria51,6%57,5%+5,9 pt
Toscana62,2%68,1%+5,9 pt
Lazio52,4%56,2%+3,8 pt

La Sicilia ha compiuto un balzo straordinario (+13,2 punti in 5 anni), passando dal 42,1% al 55,3%. Resta però ancora sotto il 65% perché il punto di partenza era molto basso. La Puglia guadagna 6,3 punti ma resta a ridosso della soglia (60,6%). Le regioni già sopra l’obiettivo (Veneto, Sardegna, Emilia-Romagna) migliorano meno, perché partono da posizioni più alte.


Cosa abbiamo imparato

I fatti

  1. Italia al 67,6% di RD — L’Italia ha superato il 65% nel 2023 e consolida. Ma 7 regioni su 20 sono ancora sotto la soglia minima nazionale.
  2. Il divario territoriale è netto — Nord-Est 77,7%, Isole 60,8%. Il Centro stesso (63,2%) è sotto soglia, trainato dal Lazio (56,2%).
  3. Densità non è destino — Milano mostra che alta densità di rifiuti non impedisce una buona differenziata. I comuni dell’hinterland napoletano combinano altissima pressione ambientale con bassa RD.
  4. Produzione pro-capite non predice RD — Emilia-Romagna (667 kg/ab) ha RD al 78,8%. Basilicata (356 kg/ab) ha RD al 66,3%.
  5. La media semplice sovrastima le regioni a tanti piccoli comuni — La RD pesata della Sicilia (55,3%) è 15 punti sotto la media semplice (70,4%). I grandi comuni fanno la differenza.

E allora?

La domanda non è più “se” si fa la differenziata, ma perché aree con analoga densità abitativa e produzione pro-capite hanno performance radicalmente diverse? La risposta è nella governance del servizio, negli investimenti, nei modelli di raccolta. La normalizzazione per km² offre una lente in più: mostra la pressione reale sul territorio, che i soli valori assoluti o pro-capite nascondono.


Dataset

  • Fonte: ISPRA — Catasto Rifiuti, sezione Rifiuti Urbani
  • Copertura temporale: 2020-2024 (dati annuali per comune)
  • Copertura geografica: 7.671 comuni (di cui 7.668 nel cross-dataset, 3 comuni persi per fusione/cessazione)
  • Dataset in clean-query: ispra_ru_base + istat_elenco_comuni (per superficie km²)

Cross-dataset

I codici ISTAT dei comuni sardi sono cambiati dopo la riforma provinciale (2016-2021). ISPRA usa i codici pre-riforma, ISTAT SITUAS 2026 i nuovi. Per la Sardegna il join usa il nome normalizzato (caratteri non-ASCII rimossi) con vincolo regionale: 377/377 comuni matchati, 0 duplicati.

Per il resto d’Italia il join primario è sul codice ISTAT a 6 cifre. Per i comuni con codice cambiato tra le due versioni (es. Sovizzo VI: 024103 → 024128) si usa un fallback per nome normalizzato + provincia.

3 comuni non hanno corrispondenza perché soppressi o fusi prima del 2026: Lirio (PV), Castegnero (VI), Nanto (VI). Copertura complessiva: 99,96%.

Limiti

  • I dati ISPRA sono auto-dichiarati dai comuni via O.R.SO. — possono esserci disallineamenti nella comunicazione.
  • La superficie comunale usata è ISTAT SITUAS 2026. Per comuni con confini variati, la superficie potrebbe non coincidere perfettamente.
  • 7.671 comuni su ~7.900: mancano circa 230 comuni che non hanno comunicato i dati rifiuti all’ISPRA per il 2024.
  • La RD è calcolata come media ponderata (totale RD / totale RU), non come media semplice delle percentuali comunali.
  • Il dato di produzione non distingue tra rifiuti domestici e assimilati.

Notebook

  • notebooks/rifiuti-km2_v2.ipynb — validazione dati e generazione figure (eseguito, con output)

Contratto tecnico

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Dati disponibili su DataCivicLab Explorer

I dataset usati in questa analisi sono pubblicati e interrogabili nel catalogo pubblico.

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