10 anni di appalti pubblici: da 167 a 635 miliardi in un decennio

In 10 anni (2016-2025) la PA italiana ha pubblicato quasi 6 milioni di lotti di gara per un valore complessivo di 3.504 miliardi di euro. I lotti sono passati da 332.000 a 1,48 milioni all’anno (+4,4x), trainati dall’esplosione degli affidamenti diretti dopo il nuovo Codice Appalti del 2023.

5,99 milioni di lotti · 3.504 miliardi di € · 2016-2025 · +4,4x lotti in 10 anni


1. Il trend decennale: una crescita esponenziale

Dal 2016 al 2025 il numero di lotti pubblicati è cresciuto costantemente, con un’accelerazione marcata dal 2023 in poi. Il valore totale segue lo stesso trend, passando da 167 a 635 miliardi annui.

Trend decennale

AnnoLottiImporto (mld €)Importo medio (€)
2016332.115167502.587
2017374.234215574.106
2018371.944240645.483
2019369.654240648.914
2020388.451251647.073
2021431.227290672.175
2022490.443425867.416
2023655.125404616.948
20241.099.596637579.491
20251.475.581635430.166

Il 2022 segna un picco nell’importo medio (867.000 €), probabilmente legato a grandi appalti energetici e di materie prime. Dal 2023 il numero di lotti esplode (+125% in 2 anni) mentre l’importo medio si dimezza: è l’effetto del nuovo Codice Appalti, che ha alzato la soglia per l’affidamento diretto, moltiplicando le micro-gare.


2. L’affidamento diretto conquista il mercato

La fotografia è netta: l’affidamento diretto è passato dal 39% dei lotti nel 2016 all’84% nel 2025. Il nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023, art. 50) ha alzato la soglia per l’affidamento diretto a 140.000 € per servizi e forniture e 150.000 € per lavori, producendo un effetto immediato.

Evoluzione procedure

AnnoAffidamento diretto (% lotti)Affidamento diretto (% valore)Procedura aperta (% lotti)Procedura aperta (% valore)
201639,5%25,6%12,0%31,5%
201943,5%20,1%16,6%45,6%
202260,8%28,6%13,0%44,6%
202369,2%27,2%10,7%42,2%
202484,3%61,8%5,0%23,3%
202583,8%46,0%5,0%28,0%

Il 2024 è l’anno di svolta: per la prima volta l’affidamento diretto supera in valore le procedure aperte (61,8% vs 23,3%), segnando un cambiamento strutturale nel modo in cui la PA spende.


3. Dove va la spesa — distribuzione territoriale

La Sezione Centrale ANAC (Consip e centrali di committenza) gestisce il 30% della spesa nel 2025. Seguono Lombardia (12%), Campania (7%) e Sicilia (7%). Un 9% di importi risulta non classificato per sezione regionale.

Distribuzione territoriale

Categorie merceologiche (2025)

CategoriaLottiImporto (mld €)Medio (k€)
SERVIZI658.564267,5406
FORNITURE649.450287,1442
LAVORI167.56680,2478

Categorie

Forniture e Servizi assorbono l’87% della spesa. I Lavori pubblici, pur con meno lotti, hanno gli importi medi più alti (478 k€).


4. Urgenza: un’etichetta quasi scontata

Nel 2025 il 68% dei lotti ha il flag urgenza attivo, per un valore di 287 miliardi di euro. Questo dato va letto con cautela: nella maggior parte dei casi la motivazione è “NON APPLICABILE”, segnalando che il flag è spesso compilato come default amministrativo più che come indicatore di reale urgenza.

L’urgenza era marginale nel 2016 (1,4% dei lotti) ed è diventata prevalente dal 2024, suggerendo un cambiamento nella compilazione della scheda bando più che un’impennata di reali necessità urgenti.


Cosa abbiamo imparato

I fatti

  1. I lotti di gara sono quasi 6 milioni in 10 anni e sono quadruplicati: da 332.000 (2016) a 1,48 milioni (2025).
  2. L’affidamento diretto è la nuova normalità: ha superato l’84% dei lotti nel 2024-2025 dopo il nuovo Codice Appalti.
  3. La PA centrale gestisce il 30% della spesa totale: il resto è frammentato tra regioni, con Lombardia (12%), Campania (7%) e Sicilia (7%) ai primi posti.
  4. Il valore medio per lotto si è dimezzato: da 867.000 € (2022) a 430.000 € (2025), segno di una frammentazione della spesa in tante micro-gare.
  5. Il flag urgenza è ormai compilato nel 68% dei casi (287 mld), ma spesso senza reale motivazione: è più un’abitudine amministrativa che un indicatore affidabile.

E allora?

Il nuovo Codice Appalti ha semplificato le procedure, ma ha anche prodotto un effetto collaterale: la moltiplicazione degli affidamenti diretti. È una semplificazione che riduce la concorrenza? E la qualità della spesa pubblica ne beneficia o ne risente?


Dataset

  • Fonte: ANAC — Autorità Nazionale Anticorruzione (Bandi di Gara CIG)
  • Copertura temporale: 2016-2025 (10 anni)
  • Dataset in clean-query: anac_bandi_gara
  • Quasi 6 milioni di lotti, 48 colonne

Limiti

  • I dati si riferiscono ai bandi pubblicati, non agli effettivi contratti stipulati
  • Il flag urgenza è spesso compilato come “NON APPLICABILE”, riducendone l’affidabilità
  • La classificazione “sezione regionale” ANAC corrisponde alla sede ANAC competente, non alla localizzazione della stazione appaltante
  • Importi outlier (es. contratti pluriennali multi-miliardari) sono reali ma vanno interpretati nel contesto

Notebook

  • notebooks/appalti_procedure_spesa_v2.ipynb — trend 2016-2025, figure in figures/
  • notebooks/appalti-procedure-spesa_v1.ipynb — versione originale (2023-2025)

Contratto tecnico

candidates/anac-bandi-gara

📚
Dati disponibili su DataCivicLab Explorer

I dataset usati in questa analisi sono pubblicati e interrogabili nel catalogo pubblico.

Esplora nel catalogo